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Yvan Goll e la sua erba di sogno

Yvan Goll nacque nel marzo 1891 a Saint-Diè da una famiglia ebraica dell'Alsazia-Lorena e morì nel febbraio 1950, a Parigi, colpito da un male inguaribile. Tra queste due date, si insinua un'attività di scrittore prodigiosa e, almeno per l'Italia, ancora tutta da scoprire. Poeta, drammaturgo, romanziere, saggista, Goll avvicinò nel corso della sua vita tutti i gruppi "leaders" dell'avanguardia europea: nel '12, i circoli espressionisti di Berlino; nel '19 i pittori cubisti a Parigi; partecipò al loro travaglio creativo, lo stimolò colla sua presenza, e spesso lo anticipò, con una genialità sorprendente.
Scrisse dal '12 al '22 in tedesco; da allora agli anni '40, quasi esclusivamente in francese; poi ritornò al tedesco, in cui è scritta - tra il settembre 1948 e il settembre '49, all'ospedale di Strasburgo - la raccolta Erba di sogno.


            Si diffonde la leggenda
            Che i tuoi piedi si mutano in coda di pesce
            Quando t'immergi a cercarmi frutti di mare

            I bambini sussurrano già
            Che le tue braccia sono rami di salice
            Dove s'impigliano le nuvole
            In cui mi fai il letto

            Non è più un segreto
            Che le tue labbra sanguinano
            Per salvarmi dalla fame nevosa
            Nelle notti d'agonia

            Presto si saprà che il tuo corpo è cavo
            Una tomba odorosa
            Per la nostra morte gemella
  



Quando la tregua di nove mesi che la morte gli aveva accordata fu trascorsa e Yvan Goll venne ricoverato nell'Ospedale americano di Parigi, quando egli seppe di essere definitivamente soggetto alla morte, in due mesi ricoprì coi minuscoli uccelli della sua bella grafia tutti i pezzi di carta, buste, ricette, margini di giornale a portata di mano. Sì, le ultime poesie di Traumkraut sembrano disegni fantastici di un altro mondo.


Ti ho colta nei giardini di Efeso
La chioma crespa dei tuoi garofanoi
Il mazzo serale delle mani?

Ti ho pescata nei laghi del sogno
Ti ho gettato il mio cuore per esca
Un pescatore sulle tue rive di salice

Ti ho trovata nell'aridità del deserto
Eri il mio ultimo albero
Eri l'ultimo frutto della mia anima

Dal tuo sonno ora sono avvinto
Profondamente immerso nel tuo riposo
Come la mandorla nel guscio notte-bruno


   
 La tua lampada funebre diletta
 Mi traluce da ogni distanza
 Come gli occhi arrossati
 Delle stelle sconvolte

 Ho bevuto le coppe di vini fatali
 Mentre ero solo
 E rapito alla tua vigna

Come mai il sole freme più dorato
Quando chiudo gli occhi
E il tuo sangue pulsa in me più potente
Quando mi sei strappata
E solo con braccia di nebbia mi ammonisci?





Talvolta ricopiava l'una o l'altra poesia su un foglio di carta a mano, e porgendomelo col suo sorriso serio e casto diceva:
"Promettimi di non pubblicare che queste poesie. Tutto il resto che ho scritto dev'essere strapato".


Accanto alla dura lotta fisica, la lotta contro la terribile decomposizione corporale, la sua anima combatteva quella ben più grave del distacco dalla compagna che doveva lasciare senza protezione. Nella seconda parte di Traumkraut, in quelle tenere poesie di un morente, si sente in ogni pagina la sollecitudine dell'uomo che vuole lasciare alla donna amata una inesauribile riserva di sentimento.




        Un albero di polvere cresce
        Un bosco di polvere dovunque andammo
        E questa mano di polvere - no! - non toccarla!

        Intorno a noi si rizzano torri dell'oblio
        Torri crollanti all'interno
        Ma ancora irradiate dalla tua luce aranciata!
        Un uccello di polvere spicca il volo

        Faccio custodire nel quarzo il mito del nostro amore
        Seppellire in un deserto l'oro dei nostri sogni
        Il bosco di polvere si fa sempre più scuro
        No! Non toccare questa rosa di polvere!






Con gli ultimi novecentomila globuli rossi che gli restavano, egli ha trovato come un veggente l'erba di sogno in giardini invisibili e ne ha fatto un mazzo di addio che non potrà più appassire.

Ma forse Yvan Goll non avrebbe potuto compiere Traumkraut, se giovani poeti tedeschi e austriaci, francesi, norvegesi e soprattutto americani non gli avessero prestato il loro sangue.
Sì, accorsero in folla per offrire al morente il più nobile tributo d'affetto.
Certo, L'Erba di sogno è sbocciata dal cuore di Yvan Goll, ma questo cuore potè continuare a battere finchè il suo rosso fiore di sogno fu pienamente fiorito, solo perchè sedici poeti l'avevano nutrito col sangue del loro cuore.

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